Oggi uno degli autori di The Lab mi ha chiesto che fine aveva fatto il famoso video Trailer di The Lab, la sigla della più grande blog soap mi uscita sulla rete!!
Cerca e ricerca sul mio hard disk l’ho ritrovato e mi sono reso conto che dopo l’ennesimo cambio di blog non era più presente on-line.
Mi sono quindi chiesto:- Ho come fanno questi poveracci senza?? E’ una tragedia!!
E allora, converti sistema ed eccolo qui……….(sfortunatamente lo dovrete vedere direttamente dal web e non come player Youtube per problemi legati al co*yrig*t della colonna sonora
Dopo un lungo periodo di stallo ritorna a grande richiesta THE LAB!!
Primo lunedì di Luglio. La luna nel Capricorno, Saturno in terza Casa. Mark Drinkwater decise che era il momento di fare un
Cari internet-spettatori come già accaduto ci sono delle puntate inusuali nelle soap ma che gettano il seme per degli sviluppi futuri inaspettati e questa è una di queste.
Come ogni giorno era al suo pc a rispondere alle email che gli arrivavano e circondato dal casino degli stagisti al lavoro ma quel giorno non era simile agli altri.
Il suo sguardo spaziava senza meta sul molo di Long Island alla ricerca di qualcosa di non ben definito.
Era alla sua scrivania fisicamente ma non nello spirito. La sua mente ritornava ad eventi passati, soprattutto rimuginava sulle parole dettegli dalla persona che ormai da mesi sconvolgeva la sua vita. Cercava di ricordare ogni parola, ogni intonazione della voce, ogni sguardo ed allo stesso tempo ne trovava i punti deboli del discorso, lo smontava,cercava di trovare la soluzione ai mille problemi che quella situazione creava in lui.
Sognava ad occhi aperti i possibili scenari che potevano presentarsi a seconda della decisione che lui e la persona che lo sconvolgeva potevano prendere alternando stai di gioia ed euforia a stati di profonda tristezza.
Cercavo nel cielo un segno propizio od avverso ad ogni possibile decisione.
Sapeva solo che l’assenza dalla sua vita di questa persona lo sprofondava in uno stato d’animo di profonda depressione. Riviveva ogni istante passato insieme, come si erano conosciuti, come la loro storia si era evoluta, gli alti ed i bassi e tutte le sensazioni intense che aveva prodotto in lui. E più ripensava a ciò più capiva che non poteva rinunciare a tutto ciò, che nonostante i dolori e le sofferenze che questo stato gli inducevano solo in quei momenti si sentiva vivo. Si era chiaro, questa persona era magicamente divenuta la sua ragione di vita, colei per la quale si alzava al mattino e nonostante i problemi lavorativi lottava ed andava avanti.
Ma come mai era caduto in questo casino, a volte davvero l’amore è strano e ti colpisce in modo strano e quando meno te lo aspetti. E chi lo avrebbe mai detto che lui che era stato sempre per evitare i compromessi, avrebbe accettato tanti dinieghi, tanti compromessi pur di non perderla.
Mentre sognava ad occhi aperti, ascoltando una delle sue canzoni preferite, come potrebbe andare se tutte le congiunzioni astrali fossero dalla sua parte, ecco che Ulvius, uno degli ultimi stagisti di the Lab grida a voce alta :- Uffà, questi elettrodi non funzionano bene, cavolo non so più che fare?.
Queste parole lo fecero ricadero dal cielo dei suoi sogni con i piedi per terra in modo drastico, e comprese che quelle dolce sensazioni che provava erano solo oniriche e che ahimè la realtà era drammaticamente amara.
Ed allora, mascherando la sua amarezza come ormai da tempo era solito fare, tornò con la sua calma serafica a rispondere alle email ed a parlare di lavoro con i suoi colleghi, morendo dentro un altro pò, come ormai gli capitava da tempo.
Cari spettatori questa puntata è un pò anomala come potete notare e spero vi sia garbata, ma chi sarà il misterioso protagonista di questa puntata? Lo scopriremo mai? Che esitò avrà tutta la vicenda? Gli intrighi di the Lab aumentano e si intrecciano sempre più, non perdetevi le altre puntate.
John
La vita in The Lab procede tranquilla come al solito, quando Diva con il suo interfono ologrammatico, si collega con tutti i dipendenti di the Lab e comunica che da li ad una settimana il lab avrebbe ospitato due nuovi ricercatori provenienti dalle isole Figi, e che nella sua magnanimità aveva eletto come addetti alla loro sistemazione ed alla loro accoglienza, John. Paul e Francesca.
Non si sa come mai al termine di queste parole tutti e tre avevano provato un leggero friccicore nella parte posteriore.
Dopo mille vicissitudini, era stato trovato una sistemazione per i due visitatori nel mitico residence Tuli Tuli, dove normalmente le passeggiatrici di Long Island risiedevano.
Il Giorno del loro arrivo con molta impazienza, Paul e John aspettarono fino a tarda notte il loro arrivo ma di loro nessuna traccia.
L’indomani John preoccupato arrivò presto in ufficio per cercare di capire che fine avessero fatto. E mentre chiamava a destra ed a manca ricevette la telefonata dal mega.direttore di tutti i laboratori di New-York che con tono incazzato lo richiamò dicendogli che non era modo di comportarsi, che due ricercatori delle isole Figi erano arrivati e nessuno era andato ad accoglierli.
John cercò di spiegare che aveva atteso la loro venuta fino a tardi ma non aveva ricevuto nessuna notizia da parte loro.
Dopo gli ovvi chiarimenti del caso, John, che ormai aveva la faccia sul pavimento durante la telefonata col mega direttore, corse ad incontrare i due visitatori che si erano recati già al Tuli Tuli.
Arrivato al residence, trovò due personaggi assurdi, la versione figiana di Stanlio ed Onlio, uno si chiamava BamBam e l’altro Bramin.
Nonostante questo inizio non proprio felice, i due ospiti iniziarono ad integrarsi con la vita di the Lab. La cosa che colpiva di loro era degli strani eventi che accadevano:
1) Ogni volta che BamBam arrivava, si sentiva in sottofondo una canzone che lo annunciava :BamBam He stut me down!!—
2) Il guardaroba di BamBam era sempre uguale nonostante i giorni passassero, alchè si sparse la nomea che avesse un guardaroba di capi tutti uguali
3) Ovunque ci fosse una sedia BamBam dormiva, forse dovuto al respiro pesante notturno di Bramin
4) I due ospiti capivano bene la lingua di tutti i ragazzi di the Lab tranne Diva, alchè il sospetto sorse spontaneo in tutti, non è che Diva parla davvero male in tutte le lingue e che ha una sua lingua personale e che nessuno possa comunicare con lei??? Mahhhhhh
Ma le sorprese non fi nirono qui…….
Erano passate appena due settimane dall’arrivo dei Figiani, quando Diva si ricollegò all’interfono e comunicò l’arrivo di un altro ospite, un cambogiano, assicurando che stavolta se ne sarebbe occupato un altro dipendente di the Lab Frederick Moscows.
Ma non si sa come il giorno dell’arrivo del Cambogiano Moscows era occupato quindi la triade solita Francesca, Paul e John corsero all’aereoporto a prenderlo.
Sin dall’arrivo Mortifer, questo era il suo nome, si dimostrò rompiscatole con il suo modo di pretendere le cose e non richiederle.
Questo atteggiamento iniziò a tenerlo con tutti i ragazzi di the Lab ed addirittura un giorno fece saltare i nervi a John.
Infatti John stava tenendo un ciclo di seminari a degli studenti delle superiori nella mega sala riunioni di the Lab, quando Mortifer entrò e con tono strafottente gli disse – La tua lezione è finita ho prenotato io l’aula, ora spetta a me il suo uso-
John lo guardò con sguardo raggelante ed inizialmente in un dialetto campano che non credeva di conoscere gli disse :- Nun c’ rump’ e pall’!- e poi con uan freddezza raggelante gli consiglio di aspettare la fine della lezione che era ormai agli sgoccioli e di tacere.
Da quel momento Mortifer entrò ufficialmente nella lista nera di The Lab.
In the lab c’è agitazione John, Emyl, Daniel ed Angie sono stati convocati da Diva per una Video conferenza, con alcuni direttori di altri laboratori, per la definizione di un nuovo progetto.
Ma Diva non ha voluto rilevare nulla su questo progetto.
All’ora pattuita sono tutti comodamente seduti nell’ufficio di Diva e come per magia dal soffitto scende un monitor ultrapiatto 42 pollici e dalle portone sulle quali sono seduti i nostri protagonisti appaiono delle cuffie dotate di microfono per poter ascoltare meglio al conferenza e poter interagire.
In pochi secondi lo schermo da nero che è si illumina e si scompone in tanti quadrati in cui appaiono i visi dei diversi mega-direttori.
Ma quello che colpisce di più è quello centrale dove troneggia su una sedia a forma di triclinio Jesus God Saint Spirit, il mega direttore del Laboratorio di Londra. Il suo tono di voce ricorda quello di un dittatore nazista ma la sua epa lo fa assomigliare ad un Bacco alla fine di un gran banchetto.
I mega Direttori discutono sullo sviluppo di un progetto che li possa rendere memorabili agli occhi del mondo. Ed allora Diva con fare serafico dice.
- Io ho l’idea!!! Nel mio lab stiamo già realizzando una mandria di Mammuth in scala 1:1, -
Alchè Daniel dice a bassa voce: – Ma non era uno solo da quanto è che sono divenuti una Mandria?
Diva lo trafigge col suo sguardo e continua – Allora perché non rifacciamo la storia! Ma per rifare la storia occorre rifare il mondo. Quindi cari colleghi vi propongo di ripartire dalle orgini. Ricostruiremo, le prime forme di vita, e di lì i dinosauri per poi arrivare ad Adamo ed Eva e faremo in modo che stavolta Eva non partorisca Caino. Si il progetto si chiamerà Una vita senza Caino-
A queste parole tutti i mega-direttori applaudono e decidono che l’idea di Diva è l’ottimo.
Daniel, John, Emyl e Angie restano allibiti, perché non avevano mai visti tanti folli riuniti insieme che approvassero le idee malsane di Diva.
Alla fine la Videoconferenza finisce con tanto di benedizione da parte di Jesus.
Tutti vorrebbero scappare dall’ufficio di Diva ma lei li blocca e dice:
- Ok ragazzi il progetto è andato, allora tu Angie ti occuperei delle prime forme di vita, Tu Emyl penserai ai Dinosauri, tu Daniel occupati di ricostruire nei minimi particolari l’Eden e tu John Pensa ad Adamo ed Eva e soprattutto fai in modo che non metta al mondo Caino.
I nostri protagonisti escono sconcerati dalla stanza di Diva, commentando che è impossibile cosa gli è stato richiesto, Daniel dice :- Ma come cazzo era fatto sto Eden, io manco lo so! Non appena giunti sulla porta Diva li raggela dicendo – E ricordatevi tutto va fatto entro ieri!!!-
Cari internet-spettatori non sconvolgetevi ma ricordate il sottotitolo della soap Tutto ciò che la scienza non può a spiegà!!.
John
Credevate cari internet-spettatori che The Lab si fosse arenata??……No cari, è stata solo una piccola pausa per meglio definire i contorni di questa avvincente Soap.
Ma veniamo alla nostra puntata.
La mattina procedeva caotica come al solito, con John preso dai suoi mille impegni, Francesca a lottare con gli stagisti di The Lab e Paul Warriors a svolgere il suo non ben definito lavoro rallegrando l’ambiente con le sue battute nel tipico dialetto di Mount Aions.
Nulla lasciava presagire cosa stesse per accadere.
Ad un certo punto nell’ufficio di Daniel squilla il telefono ed il povero Daniel non fa in tempo ad alzare la cornetta che viene investito dalle urla di Klaus Dominik che gli chiede cosa abbia fatto con il suo Black Pic.
Daniel stordito dalla voce di Klaus ed ancora non ripreso dalla mesciatura color viola che le parole di quest’ultimo avevano indotto sulla sua capigliatura, ha solo il coraggio di dire con voce flebile: – Ma cosa è il Black Pic?-
Alchè Klaus, non ancora contento della colorazione tricologica ottenuta con le sue parole, sul cuoio capelluto di Daniel, e con tono più acido che mai: – Diva mi hai detto che lo hai usato tu per fare le zanne del Mammuth, trovamelo subito che vale 700.000 dollari oppure venditi un rene, a me serve!
Daniel sconvolto, con la capigliatura violacea ed i boccoli alla Shirley Temple, corre in ufficio da Diva chiedendo spiegazione sull’accaduto. Diva è in piena trance estatica e vedendolo entrare sconvolto scende dal soffitto del suo ufficio dove era ascesa e gli chiede:
- Cosa hai Daniel?-
- Klaus mi ha accusato di aver preso il suo Black Pic, ma io non so neanche cosa sia il Black Pick!!
- Ah si- dice Diva con aria estatica- Glielo ho detto io, tanto sei l’ultimo entrato e le colpe vanno buttate sempre sui più giovani. Questa è la vita!!!-
- Ma io non l’ho preso non so neanche cosa sia questo oggetto, perché addebitarmi colpe non mie?!-
- Vabbene Daniel – dice Diva- Chiama Klaus e digli che Diva era in trance ipnotica e si era sbagliata e che il suo Pic sarà presto ritrovato. Poi vai al Supermercato compra un mega rotolo di carta assorbente, prendine l’anima interna, colorala di nero così faremo credere a Klaus, che il suo Black Pic è stato ritrovato-
Daniel sconvolto sta per uscire quando Diva con una voce come provenisse da un altro luogo gli dice: – Scusa Daniel ma sai oggi i miei Chakra sono in versione delega le rogne ai tuo subalterni
Daniel esce dall’ufficio di Diva ed esegue tutto come detto da lei, così Klaus è felice di avere di nuovo il suo pseudo Black Pic.
Ma una domanda ancora resta inevasa Chi Ha preso il Black Pic?
John
Come ogni mattina il piccolo e giovane Floyd parte per andare a lavoro, dopo aver fatto fare colazione alla peste di Stich ed aver salutato truly, esce per prendere il CheccaMotorBike.
Inserisce la chiave e incomincia a spedalare sulla pedalella della messa in moto, all’inizio la leva dell’aria deve essere posta a tre quarti di apertura, se la temperatura della notte non è scesa sotto gli zero gradi; dopodiche può essere spostata a metà per finira la fase di messa in moto con altre 20 o 30 pedalate. se invece la temperatura durante la notte è scesa sotto gli zero gradi, la situazione si complica notevolmente e spesso convine prendere un autobus!
Finalmente il motorino parte e Daniel riesce a dirigersi verso il laboratorio, giunto al Lab viene immediatamente convocato da Diva……
Senti Daniel: ho voglia di veder realizzato in questo laboratorio, nel mio laboratorio, non tuo….o di Structured…..MIO!!…..Dicevo??
A ecco, dicevo: ho voglia di vedere realizzato qualcosa di veramente ma veramente innovativo!!
Floyd aggrotta le ciglia e dice: OK! Cosa?
Maaa non saprei, a me piacerebbe fare qualcosa di altamente biocompatibile con un sistema di interfacciamneto aptico High throughput e soprattutto Smart, parecchio Smart diciamo quasi Smart a bestia….
Ok, va bene disse Floyd. Ma non ho capito che cosa deve essere Smart….
Hoooo ma possbile che voi italiani non riusciate a staccarvi da questa visione materialista della ricerca?? Io non so cosa io lo voglio e basta, lo voglio smart e ganzo…..E’ così che dite voi, vero?
Si si diciamo così. Il povero Floyd annui.
Ok va bene Diva ci penserò su un pochino e poi ti farò sapere. E sia aviò per uscire dalla porta, ma giunto difronte alla porta a stella, mentre che questa con suono Startrekiano si stava aprendo, Diva Esclamo: Daniel, mi raccomando non dimenticare che deve essere Smart, ma soprattutto fallo fashion e cura molto la portability!!
Floyd si sentì mancare, osservò bene diva e notò nei suoi linemaneti qualcosa di strano, il naso era diverso dal solito, tutto storto ed aquilino, gli occhi spiritati, il capello stranamente biondastro e mosso, quasi a boccoli…….In quel mentre un suono fastidioso entrò violentemente nelle meningi di Daniel, qualcosa di veramente spiacevole, di martellante…………LA SVEGLIA!!!
Floyd aprì gli occhi e si rese conto di aver fortunatamente sognoato tutto; era tutto falso, tutto immaginazione……Menomale, esclamò, ci mancava solo quella fava di Lapo al laboratorio, come se di dementi non ne avessimomo già abbastanza!!
| |
 |
|
Floyd
Il giorno dopo la spedizione di Emyl, Francesca, Daniel e Paul al negozio di Franco’s Chem,
John e Paul nel pomeriggio partono alla volta di Labron City sulla Warrior mobile per comprare l’ultimo motore di rotore all’ultraplasma di neutrini per lo spinner di The Lab, rinomato in tutto il mondo per generare spessori randomicamente uniformi.
Prima di parlare della gita sarà meglio introdurvi bene il personaggio di Paul Warrior.
Paul era un bulletto di paese, originario di Mount Aions, paesino al centro dell’Illinois, trasferitosi con i suoi a New York per mettere su una ditta di import ed export di semi di girasoli, che venivano acquistati in Cina per 4 soldi e venduti a suon di miliardi come originari del South Carolina.
Durante una delle sue consegne incontra Fred Karp, discendente di un generale delle SS, che nel sotterraneo del grattacielo di The Lab aveva messo su un laboratorio alimentare per la produzione di fusilli sintetici da miscelare con i fusilli reali e da smerciare sul mercato italiano come originali fusilli italiani.
Questo laboratorio era soprannominato il Lager, visto i metodi di lavoro di Karp, che contava ogni minuto secondo e millesimo di secondo dei suoi lavoratori senza concedere loro alcun giorno di festa.
Un giorno Warrior decise di uscire dal laboratorio di Karp per visitare il grattacielo ed incontrò in ascensore John. Durante questo viaggio in ascensore a John si ruppe la borsa in cui portava le sue tonnellate di documenti e Warrior prontamente con un fusillo sintetico gliela riparò.
Questo fatto e la prontezza di spirito di Paul colpirono John che iniziò ad informarsi del ragazzo, di cosa faceva e decise in ogni modo di farlo entrare in the Lab, perché un losco figuro come lui poteva tornare utile contro i continui attacchi di Mark Drinkwater.
Alchè qualche tempo dopo, contattò il nucleo antisofisticazioni alimentari e mandò un’ispezione nel laboratorio di Karp, che dovette chiudere e così lui potè offrire a Paul un posto di Manager deigli Stagisti, con deroga di escogitare nuovi sistemi per opporsi alle continue ingerenze di Mark.
Ma torniamo alla nostra storia….
Quella mattina, tanto per cambiare John era stato ultra-mega impegnato ed aveva chiesto a Paul di controllare la strada per arrivare a Labron city ed in particolar alla ditta del rotore.
Paul ovviamente aveva eseguito l’ordine a modo suo. Aveva visto la mappa e riconoscendo l’unica cosa che conosceva di Labron e ciòè la Casa dello Spogliarello, aveva visto che il luogo dove dovevano andare era vicino, credendo che le distanze sulla cartina che apparivano fossero reali, ma non leggendo che la cartina era scala 1:5000.
Durante il viaggio, Paul aggiornava John sui suoi ultimi tatuaggi, in particolare su quello a forma di cobra che morde la mela che si era fatto tatuare sul suo fondoschiena, la mela era una della sue chiappe. John annuiva senza prestargli attenzione.
Arrivati a Labron City, Paul parcheggiò nella prima periferia della città, avendo sempre in mente la mappa errata, dicendo che la dittà era lì vicina.
Dopo circa un’ora di camminata arrivarono alla Casa dello Spogliarello, e girarono intorno alla ricerca della ditta, ma non la riuscivano a trovare. Alla fine John stanco decise di chiedere informazione ai passanti. Paul che si sentiva una merda per aver sbagliato a leggere la mappa, cercò di fermare una signora che passava. Questa vedendo il bullo che la fermava col suo braccio su cui era tatuato una vecchietta appesa all’albero della vita, su cui era scritto “La Morte ti Fa bella”, scappò urlando.
A questa fuga, John decise di parlare lui e fermò due Labron Girls le quali ridendo dissero a John che la ditta era al capo opposto della città dove erano loro.
Così alla fine armati di pazienza dopo 2 ore di una lunga ed estenuante camminata, senza mangiare arrivarono alla mitica ditta, dove una commessa sfavata ed un aiutante distratto fornirono loro il mitico rotore.
Con questo rotore sulle spalle di Paul alla fine dopo altre ore di camminata arrivarono sfatti alla Warrior mobile e fecero ritorno a The Lab.
Lungo la strada del ritorno, a John arrivò una telefonata da parte di Daniel, che gli raccontava che durante una delle sue scalate con Walterio aveva rischiato la vita. Il povero meccanico Walterio aveva voluto fargli provare dei nuovi sistemi di rampini, solo che non fidandosi, da buon scozzese quale è, ha preteso che li provasse prima lui. Walterio, sicuro del suo nuovo sistema di rampini basati sui fusilli di Karp, iniziò ad arrampicarsi per la frastagliata parete di Crocodile Mouth. Ma nel bel mezzo della scalata i rampini, azionati tramite una batteria d’auto, smisero di funzionare avendola scaricata completamente e Waltiero si schiantò miseramente sulla base di Crocodile Mouth, composta da numerosi spunzoni aguzzi noti come i denti del coccodrillo.
Daniel fu molto dispiaciuto dell’accaduto, ma la sua natura di ricercatore si impose subito, e iniziò a raccogliere diversi frammenti di tessuto, così da ottenere le cellule utili per la sua ricerca, tanto ormai a Walterio non servivano più.
Non perdete la Prossima puntata nuove storie avvincenti vi terranno inchiodati al monitor.
John
Il giorno dopo la riunione, dopo essersi ripresi dalla botta calorica dei cioccolatini da 1500 KCalorie i ragazzi di THE LAB iniziano a ragionare e ragionare e ragionare……..
La missione è impossibile; bisogna dar vita alle malsane idee di Diva Khali entro la fine della settimana, ma tutti sanno bene che la maggior parte delle proposte non può essere realizzata neanche in un trilione di anni.
Depressi e scoraggiati i ragazzi iniziano a controllare il materiale disponibile in laboratorio; e la super organizzatrice Francesca appunta sul suo malefico taccuino gli acquisti da fare:
- 100 litri di acetone per fare il bagnetto a Warrior.
- 1 milione di paia di guanti in lattice, con le dita ci vengono bene i cappucci, ma soprattutto gli elastici per la fionda.
- 2 litri di acido nitrico, perchè l’idraulico liquido non ha alcun effetto sul lavandino di THE LAB.
- 5 litri di acido solforico per gavettoni.
- un servizio da 12 di becker in pirex per prendere il tè.
………….
Parte quindi la terribile ricerca del volontario disposto ad andare con l’arpia Francesca a comprare il materiale nel mega mazzino intergalattico Franco’s Chem. Purtroppo, vuoi per l’altezza, vuoi per la giovane età finiscono sempre per competersi l’odiato trofeo Warrior detto "Paololo"e O’Floyd detto "Dottorandolo", che per sua fortuna ha la macchina rotta e gira da mesi con un motorino Fucsia-gay regalatogli dalla mamma, che perfino Wladimir Luxuria gli invidierebbe!!
I nostri baldi eroi partono quindi alla volta del CNSRFR l’istituto di sqaurtamento topi dove lavora l’altro folle tecnico di THE LAB: Emyl Vossao. Carricato Emyl i tre si avviano quindi, a bordo della Warrior mobile, verso Franco’s Chem. La Warrior mobile è una seicento scassata del 2000 che il babbo di Warrior ha tenuto in azoto liquido per circa 1000 anni perchè nostalgico dei tempi ormai passati, di quando le macchine le facevano per davvero con la lamiera, e tutte le volte che la vede esclama:- lo senti che motorino che ti c’ha sta macchinina??
Giunti sul luogo inizia l’avventura: spiegare ad una ultra novantenne artritica ed arteriosclerotica cosa c’è da comprare.
Parte Francesca: -Mi scusi signora……..Nulla
Signoraaaa……….Nulla
SIGNORAAAA MI SCUSIIII………Nulla
MANNAGGHIA ALLA RECCHIA PUTTEN……….oooo bellina dimmi…..
EGGHIE AD ACCATTE’ DU SKLECCHIE, C MA FE’ NETT……..mi dica bellina………
(il marito della signora durante la grande guerra era d’istanza a Matera e capì miracolosamente l’uscita di Francesca.)
Vorremmo:
100 litri di acetone
1 milione di paia di guanti in lattice
2 litri di acido nitrico,
5 litri di acido solforico
un servizio da 12 di becker in pirex per prendere il tè.
……..
Uscirono dopo 6 ore stressati e incazzati come dei gatti in un bidone; per aver rimandato indietro ogni prodotto che la signora portava, perchè vista la cataratta ormai calata da circa 20 anni, la povera vecchina finiva sempre per portare qualcosa di sbagliato. Caricata la Warrior mobile i tre decidono di partire alla volta del laboratorio, quando Emyl dice:- OOOOO fermo devo andare a sentire per un computer……
Il povero Warrior viene quindi come ogni volta obbligato a compiere la commissione, e sceso di macchina si avvia verso il super computer megastore; entrato chiede naturalmente i nuovi cataloghi per Emyl e torna in macchina soddisfatto. Presi i cataloghi Emyl scoppia ad urlare insultando il povero Warrior……..Che cavolo hai preso; questi sono computer con windows 3007 MP io so uno moderno, uno ganzo, uno che pigia con criterio……….Mi ci vole quelli novi; quelli con Windows UNVEDO 4000…….
Il povero Warrior riparte, rientra, rifa la fila, riprende i cataloghi, riesce, rientra in macchina e si riprende una bellissima parte da Emyl perchè i cataloghi sono la versione incompleta, quella pubblicitaria……….Io so uno moderno, uno ganzo, uno che pigia con criterio……….Mi ci vole quelli con le informazioni dettagliate sul processore a positroni, sulla memoria MAM etc……Sai una sega te di pigià!!!
Il povero Warrior riparte, rientra, rifa la fila, riprende i cataloghi, riesce, rientra in macchina, da i cataloghi a Emyl; che li guarda e fa:- Bene, sono loro……Stasera gli darò un’occhiata; ma tanto mi sa che il computer non lo prendo ora, lo prendo fra un paio di mesi; poi magari ci si ritorna……
DIO……………………………
E si levò un tuono, che compressa tutta l’aria dell’abitacolo, fini per stordire Emyl e Francesca, che furono svegliati dagli altri ragazzi del Lab una volta giunti a destinazione…..
Da quel giorno Warrior non si è più visto, ma si dice che sia andato in un monastero in Inculonia a praticare 24h al dì di Reiki onde evitare di uccidere qualcuno!!! Voci di grattacelo narrano che il piccolo Dottorandolo sia partito alla volta del grande monastero, scalando a piedi nudi le ripide e taglienti pareti rocciose per convincere warrior a tornare a fare tubini……..(O’Floyd è seguito telefonicamente da un altro oscuro personaggio che lo segue nella pratica dell’arrampicata; Waltiero)
Lo vedremo nelle prossime puntate……..
Floyd
Pagina successiva »